La coppia umana.

La coppia umana.

La coppia umana è una delle unioni più significative di ogni esperienza terrena. (Da questo discorso non sono esclusi neanche altri tipi di unione come potrebbero essere le “amicizie”, anche se in questo caso le implicazioni sono senz’altro minori).

Questo tipo di unione se non arricchita dalla consapevolezza di ciò che realmente è non può che condurre a sofferenza e dolore.

Come per tutto il resto della realtà che ci costruiamo, anche le unioni tra simili avvengono attraverso una “simpatia” frequenziale.

La prima cosa da comprendere è che se ci ritroviamo vicini ad una persona significa che una frequenza ci ha uniti.

Questa frequenza va osservata ed assaporata bene perché quando cambierà, anche il senso di attrazione muterà.

L’unica frequenza pressoché immutabile, incondizionata e che non accusa neanche il cambio frequenziale degli altri è l’amore.

L’amore è quindi una frequenza altissima, forse la più alta, ma come viene fraintesa?

Quando l’unione non è caratterizzata da amore è chiaramente scaturita da altre frequenze più o meno nobili, ma comunque mutevoli.

Nel momento in cui un’unione è fondata su frequenze più basse e mutevoli, siamo “condannati” a vedere prima o poi un allontanamento naturale della persona con la quale ci sentivamo in completa armonia. Come se non bastasse c’è anche il rischio che la frequenza responsabile dell’unione sia stata a suo tempo una frequenza di natura egoica.

Ovviamente come per ogni ambito, tutte queste cose non le vediamo. Non ci rendiamo conto di cosa è accaduto, ma ci rendiamo benissimo conto di quello che accade nel momento in cui la frequenza cambia. Se la nuova frequenza in cui si va a sintonizzare uno o entrambi è addirittura opposta, non parleremo più di allontanamento, ma bensì di repulsione e respingimento.

In un’unione tra simili, sarà quindi ancora più importante un’attenta auto osservazione verso le frequenze attive ancora prima che avvenga un incontro.

Uno degli errori più comuni, anche in altri settori, è quello di osservare ed analizzare l’altro anziché se stessi. Le prime cose che andrebbero osservate sono quale bisogno ci spinge ad un’unione, quali ego stanno lavorando e qual è la mia concezione reale di amore.

Bisogno di piacere ed essere accettati;

Possesso…(il mio uomo, la mia ragazza, mia moglie….);

Necessità di scaricare su un altro le proprie paure e speranza che possa sconfiggerle;

Necessità di sicurezza sociale;

Attrazione fisica egoica;

Deresponsabilizzazione della propria felicità/infelicità, affidandone ad un altro tutta la responsabilità.

Questi sono solo alcuni esempi di quello che potrebbe emergere auto osservando un finto “amore” ed un’unione umana.

Se un’unione, come la maggior parte delle unioni, è stata fondata su una frequenza momentanea, egoica o legata ad un identificazione oramai obsoleta,  cosa possiamo fare?

Le frequenze non fanno moralismi, non mentono neanche a fin di bene, sono fredde e pragmatiche, ossia vere.

Se non ci fosse il bisogno di tutelare un bene superiore, ad esempio curare il sano sviluppo e crescita di un figlio comune, allora il mio consiglio sarebbe di seguire ciò che è vero, magari evitando di ricadere in errori di valutazione causati dal non osservarsi.

Se diversamente, sentiamo la necessità di prolungare un’unione a tutela di un qualche cosa che ergiamo al di sopra di noi stessi, allora dobbiamo diventare ancora più coscienti e consapevoli delle frequenze in contrasto ed iniziare ad operare su di esse.

Il discorso da qui in avanti si fa più complicato e difficilmente trasmissibile se non con confronti diretti e con una più grande consapevolezza su cosa sono e come operano le frequenze.

Il consiglio in questo caso è di seguire con attenzione, tutti i lavori che questa associazione vorrà e potrà offrire ad i propri iscritti relativi al discorso delle frequenze.

Comprendere le frequenze significa comprendere la nostra realtà!

FC s7ars

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